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Amo La Vita Onlus

A favore dell'Oncologia Medica del

Ospedale San Carlo Borromeo - Milano

Il Reparto di Degenza è stato inaugurato nel 1993 con sedici letti divisi in due stanze a quattro letti e quattro stanze a due letti, per accogliere pazienti per la somministrazione di chemioterapie, che all'epoca richiedevano un monitoraggio continuo medico.

La degenza ospedaliera coinvolge importanti aspetti della cura non clinica (Umanizzazione)

Con l'evoluzione dei farmaci, parte di queste terapie sono state negli ultimi anni realizzate in Day-Hospital e i letti del Reparto sono stati ridotti a dodici, aggiungendo però quattro letti per le Cure Palliative. Nel 199.., è stata realizzata una Camera Sterile per effettuare il Trapianto di Midollo Autologo con cellule staminali periferiche, in pazienti ricoverati nell'U.S. di Oncoematologia. La degenza ospedaliera coinvolge importanti aspetti della cura non clinica (Umanizzazione) emersi con evidenza man mano che il Reparto di Degenza è mutato per i cambiamenti della popolazione ricoverata in Oncologia. Gli interventi di AMOlavitaONLUS sono stati impostati assieme all'equipe sanitaria, ferme restando le prioritarie esigenze cliniche e la struttura architettonica dell'Ospedale.

 

 

Spazi giorno-notte, materiali, colori, arredi 
Reparto Degenza Tradizionale

Sentirsi come a casa fa bene, evita di sentirsi in un non-luogo

L'ospedale è stato inaugurato nel 1960 con camere da letto da un lato e stanze dei servizi clinici, dall'altro. Le modifiche delle cure, l'introduzione degli ambulatori e altre varianti, hanno imposto compromessi, poiché la radicale ristrutturazione è molto costosa e le principali esigenze dei pazienti e delle cure hanno la priorità.

Il nostro ospedale è stato costruito coi princìpi ingegneristici in voga a metà del secolo scorso, mentre oggi gli studi sull'abitabilità ospedaliera portano a diverse soluzioni. I pazienti autonomi, ma costretti dalle cure cliniche all'ospedalizzazione, ricevono un vantaggio da una quotidianità scandita da spazi e ritmi consueti nelle nostre case. Sentirsi come a casa fa bene, evita di sentirsi in un non-luogo, in un luogo spaesante.

Le abitudini di ciascuno variano molto da cultura a cultura...

La variabilità dei gusti su materiali, colori, uso di spazi nello scorrere del tempo rende impossibile trovare un minimo comun denominatore in una gamma di migliaia di pazienti, d'estrazione etnica e cultura differenti, che ogni anno vengono ricoverati in oncologia. Le abitudini di ciascuno variano molto da cultura a cultura (memoria simbolica), mentre le abitudini legate a ogni uomo, indipendentemente dalla cultura e dalla razza, sono legate alla memoria comune (memoria genetica).

Distinguere gli spazi secondo le funzioni primarie è priorità comune: spazio giorno da spazio notte, cioè, spazio sonno (camera da letto) da spazio per alimentarsi (sala pranzo), da spazio per l'igiene (stanza bagno) o da spazio tempo libero (soggiorno) o da spazio privacy (stanza colloqui). Le indicazioni sono valse in generale e hanno orientato la scelta colori per le pareti (tinte delle terre, relative a materiali usati da millenni per costruire) o delle decorazioni verticali (particolari di quadri del '400, senza parti del corpo umano) o l'introduzione di legno per scaffali e pannelli nelle camere e negli spazi giorno.

Stanza Colloqui

 

 

Soggiorno e TV
Camera 2 Letti
Sono oggi presenti in Reparto tre tipi di degenza:
  • Degenza per le chemioterapie che richiedono un monitoraggio 24 ore su 24: parliamo di pazienti che sono già stati ospiti del reparto. Questi pazienti sono mediamente in un buono stato di salute e lo stare tutto il giorno a letto sarebbe per loro deleterio. Rimanere a letto senza una necessità reale può avere ripercussioni fisiche negative: può indurre la persona ad un continuo sonnecchiare, il che determinerebbe uno sconvolgimento del ciclo veglia-sonno.
Sala da Pranzo

Gli orari della somministrazione dei pasti sono stati sincronizzati con quelli abitualmente osservati nella normale quotidianità a casa. Cenare dopo le ore 19.00 infatti allaccia il fine cena all'abitudine per esempio di seguire il telegiornale in televisione, oppure un programma sempre televisivo in prima serata, giocare a carte … abitudini insomma comuni a molti cittadini che tendono a coricarsi verso le 22. Questo ritmo porta molto verosimilmente ad un risveglio mattutino senza intervalli notturni.

  • Degenza per cure palliative: queste cure si somministrano a pazienti oncologici per la cui patologia non c'è terapia, ma che presentano altre malattie a volte correlate, altre senza legame con la neoplasia. La situazione presenta caratteri particolari, poiché sul piano clinico la cura medica è marginale, seppur essenziale per la qualità di vita del malato, rispetto alla fragilità e la difficoltà di un organismo debilitato dal tumore diventato incurabile.

Non sempre la situazione si verifica nella fase terminale della vita e le condizioni di degenza sono tra quelle di un reparto di degenza tradizionale e un hospice, con più necessità di accoglimento e di sostegno di un ricovero per malattia acuta, anche per la presenza di una moltitudine di parenti preoccupati.
La sezione della degenza richiede pertanto l'inserimento di alcuni accorgimenti tecnici (letti mobili e a sollevamento) perché spesso i malati non si possono alzare, una maggior privacy, un luogo per accogliere i parenti che si alternano al capezzale, spesso con turni nelle 24 ore.

Stanza a 4 letti

...un luogo per accogliere i parenti che si alternano al capezzale...

AMOlavitaONLUS progetta entro i limiti di spazio e di coabitazione di molte esigenze differenti, assieme al personale delle cure palliative, soluzioni per sostenere coloro che attraversano questi difficili momenti (in progetto, una tisaneria, dei separeé tra i letti, una logistica che renda più agevole la fase dell'esistenza di questi pazienti.
Questa sezione della degenza è in continuo contatto con la sezione dell'ambulatorio-day hospital per le cure palliative e con l'equipe per l'assistenza domiciliare a malati terminali.

  • Degenza per trattamenti a bassa carica batterica per pazienti oncoematologici: In questa stanza vengono ricoverati i malati di alcuni tipi di tumore che possono essere curati per mezzo di trapianto autologo di midollo osseo. Il lungo periodo di degenza in isolamento produce a volte, in soggetti sensibili particolarmente, grosse difficoltà, a causa dell'isolamento reso necessario dallle fasi di aplasia con difese immunitarie ridotte a zero, il contemporaneo distanziamento da qualsiasi tipo di contatto fisico, il tipo particolare di alimentazione. Il Gruppo di Umanizzazione è presente in tempo reale per mettere in atto programmi di sostegno ai pazienti o ai loro parenti, che presentino forme acute di disagio per la condizione particolare in cui avviene il soggiorno ospedaliero.
Camera Sterile

 

 

Tempo libero da cure: orari pasti-happy hour, svaghi, giochi, feste e ricorrenze 
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Loghi Associazioni

L'Ospedale odierno è l'erede del modo di costruire ospedali iniziato nel XIX secolo in Francia, in base alla trasformazione del concetto di cura, molto ampliato dalle conoscenze scientifiche postrinascimentali, che hanno trovato applicazione a partire all'incirca da duecento anni a questa parte.
Lo sviluppo della conoscenza biologica e medica, al pari dell'accresciuta consapevolezza che l'igiene è un dato essenziale per combattere le malattie, ha fornito dei paradigmi importanti che strutturano l'ospedale ancora oggi. Il progetto architettonico ospedaliero ha risentito sempre più di punti di vista ingegneristici, arrivando a produrre importanti modificazioni verso un ospedale asettico, facilmente igienizzabile, in cui il focus centrale fosse la scienza che cura l'uomo.

...il bisogno di rapporti affettivi e la necessità di accogliere informazioni dal mondo reale...

Tale giusto progresso ha alcune volte però soppiantato il punto di vista di chi abita l'ospedale con strutture che sono state centrate prioritariamente in funzione di lotta all'agente patogeno, sospendendo molte attenzioni nei confronti del poprtatore di tali agenti: l'uomo malato. In tal modo, gli spazi sono stati progettati in modo asintonico rispetto alla vita quotidiana, costringendo i malati e i loro parenti a improvvisi sbalzi nelle abitudini degli utilizzatori dell'ospedale. Le funzioni che radicano le abitudini quotidiane sono così state stravolte, un po' privilegiando i ritmi degli operatori, un po' per la difficoltà ad accogliere le abitudini differenziate di cittadini di culture diverse.

Cena del Sabato sera
Cerimonia del tè

 

 

Le abitudini quotidiane in sé dei singoli o dei gruppi sociali possono solo molto marginalmente essere tenute in considerazione, ma quelle determinate da radici genetiche relative a funzioni per la sopravvivenza e governate da spinte tra il biologico e lo psichico (alimentazione, veglia-sonno, affettività, informazione, etc.) sono comuni a donne e uomini di ogni razza e cultura. Pertanto, gli orari dei pasti, del sonno e della veglia, il bisogno di rapporti affettivi e la necessità di accogliere informazioni dal mondo reale, la rievocazione delle funzioni relazionali attraverso la scansione delle ricorrenze, delle feste e dei riti sono alla base di una buona sintonia con la struttura su cui si fonda la vita quotidiana degli uomini nel mondo.

Le abitudini di ciascuno variano molto da cultura a cultura...

In parte con la collaborazione del personale, ma programmato e realizzato dal gruppo di Umanizzazione, dai gruppi di volontari di AMOlavitaONLUS, dell'AUSER, dei Samaritani, della LILT, del gruppo HOPE, dell'AIBES, ecc. vengono realizzate Happy hour prima di cena, feste per le principali ricorrenze (Natale, Pasqua, Ferragosto, S. Valentino, Festa della Mamma e del Papà, Festa della Donna, ecc.), ma anche giochi, tornei, spettacoli, Cerimonia della Camomilla, eventi sportivi e d'intrattenimento, e così via.

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